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In alcune diete urinarie il sodio extra stimola l’assunzione di acqua. Soprattutto col caldo sono essenziali acqua fresca illimitata, prescrizione consapevole e controlli periodici.
Rilevi un pH urinario di 8? Guarda prima il contesto. Pasto, momento della misurazione, freschezza del campione e infezioni influenzano il pH: serve interpretazione, non subito acidificazione.
Less is more: nei disturbi gastrointestinali il recupero inizia di solito da un alimento di base adeguato. Gli integratori possono essere utili, ma solo se impiegati in modo mirato.
Gli snack sembrano innocui, ma possono incidere notevolmente su un piano nutrizionale medico. Sceglieteli in base alla patologia e manteneteli sotto il 10% dell’energia giornaliera.
Una «dieta renale» non è un alimento uniforme: la composizione varia sensibilmente, e con essa l’apporto di nutrienti e il trattamento dello stesso paziente nefropatico.
Mangiare feci non è solo comportamento: nel labrador Pippo la razione forniva troppo poche proteine. Con un alimento più adatto il comportamento è cessato in pochi giorni.
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